Lo scrittore e giornalista Giovanni Arpino (1927-1987) tra il 1964 e il 1965 tenne una rubrica sul settimanale “Tempo”, i cui articoli vengono adesso raccolti per la prima volta in volume dall’editore minimum fax, che sta ristampando l’opera di un autore importante e dimenticato, con il titolo Lettere scontrose. 52 lettere e una risposta. Tra i destinatari di queste missive, «gradite e sgradite», ci sono gli uomini e le donne più importanti di quegli anni, da Dario Fo a Ugo La Malfa, da Virna Lisi ai Beatles a Totò (l’unico che gli rispose). Non sono però solo lettere scontrose, in alcuni casi sono piene di ammirazione, come quella a Tommaso Landolfi a cui si rivolge in questi termini: «posso indirizzarla solo a lei, che è tra i pochi a lavorare senza rete nel circo equestre delle lettere nostrane». La riproduciamo qui di seguito ringraziando l’editore minimum fax per la gentile concessione.
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“Tommasino” di Romano Bilenchi
Pubblichiamo qui il testo “Tommasino” di Romano Bilenchi, un ricordo Tommaso Landolfi uscito in R. Bilenchi, Le parole della memoria. Interviste 1951-1989, Fiesole, Cadmo 1995 e ringraziamo l’erede Laura Mori e l’editore Cadmo per la gentile concessione. Il testo è introdotto da un breve saggio del poeta e critico letterario Paolo Maccari.
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Il testo che segue è apparso in volume nel 1996, all’interno di Le parole della memoria (Fiesole, Cadmo, pp. 204-207) dove Luca Baranelli aveva riunito una scelta delle interviste concesse da Bilenchi nell’arco di quarant’anni. Nell’introduzione, Romano Luperini notava giustamente che Tommasino “starebbe benissimo in Amici” (p. 9), il libro di ritratti narrativi che Bilenchi aveva stampato una prima volta nel 1976 senza poi smettere di integrarlo con nuovi pezzi fino alla morte. Nel suo singolare statuto spurio, tra intervista e racconto a quattro mani, il ricordo di Landolfi compone qualcosa come un apocrifo di Amici.
Quattro cartoline postali a tema landolfiano
La mistificazione virtuosa (o quasi). Il “caso” Landolfi secondo Sanguineti
Pubblichiamo il saggio di Paolo Zublena La mistificazione virtuosa (o quasi). Il “caso” Landolfi secondo Sanguineti, che si trova in Edoardo Sanguineti e il gioco paziente della critica. Scritti dispersi 1948-1965. Con un’appendice di contributi su Sanguineti critico, a cura di Gian Luca Picconi e Erminio Risso, Milano, Edizioni del Verri, 2017, pp. 296-312. Il saggio di Zublena, recita l’abstract, ripercorre “il lungo itinerario critico di Edoardo Sanguineti a proposito di Tommaso Landolfi, cercando di delineare le tappe dell’interpretazione (in primo luogo politica) sanguinetiana e i motivi dell’interesse suscitato in Sanguineti dal manierismo landolfiano”. Ringraziamo l’autore e l’editore per averci permesso di pubblicare questo saggio.
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Uscita del primo numero della Rivista del Centro Studi Tommaso Landolfi «Diario perpetuo»
All’interno della collana “Note azzurre” dell’editore Quodlibet, è uscito il primo numero della rivista del Centro Studi Tommaso e Idolina Landolfi. La rivista è acquistabile sul sito dell’editore al seguente indirizzo (https://www.quodlibet.it/libro/9788822910295) e sui principali store online.
Di seguito l’indice del numero e la presentazione della rivista.
Presentazione
“La rivista che oggi riprende le pubblicazioni è intesa, fin dal titolo, come prosecuzione ideale del bollettino pubblicato a suo tempo con cadenza annuale dal Centro studi landolfiani, che aveva come ideatrice e principale animatrice Idolina Landolfi, scomparsa prematuramente nel 2008. «Diario perpetuo» è stato il titolo di una rubrica che Tommaso Landolfi teneva sul «Corriere della Sera» negli ultimi e contrastati anni della sua carriera. L’accento cadeva per l’autore sul carattere autobiografico della sua letteratura, che non solo attingeva alla vita corrente gli argomenti delle sue divagazioni, ma replicava di quella l’andamento imperfetto e frammentario, in un rapporto d’interrogazione «senza fondo» che era il tratto caratteristico della sua ultima produzione. Assumendo per il bollettino questa denominazione, Idolina alludeva a un impulso di ricerca e d’interpretazione potenzialmente infinite dell’opera del padre, a una crescita di conoscenza che accompagnasse “in diretta” l’avvicendarsi degli stili interpretativi e delle scuole letterarie. Con la più grande libertà e con quel margine di errore e provvisorietà contenuto in ogni impresa calata nel tempo. Dopo circa dieci anni e in una veste diversa, con l’apporto della Associazione Tommaso e Idolina Landolfi costituitasi nel frattempo presso l’Università di Siena, questa pubblicazione si propone di riprendere il discorso, nella speranza di contribuire a una sempre maggiore diffusione e conoscenza di un’esperienza letteraria di straordinario rilievo nel nostro Novecento.”
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